“Più brave per forza” è il titolo di un bellissimo progetto di Cristina Falco, che racconta le vite di alcune atlete che hanno lottato per fare la differenza nel loro sport.
Oggi parleremo di un’altra figura femminile che ha fatto, si può dire, la storia nella storia. Prima e unica donna-fantino del Palio di Siena “alla tonda”: Rosanna “Rompicollo” Bonelli.
Cavalli e coincidenze
Rosanna Bonelli, figlia dello scrittore Luigi Bonelli e detta “Diavola” o “Rompicollo”, nasce nell’agosto del 1934 nella città toscana di Siena.
Sebbene la storia ponga lei come prima fantina, in realtà, non è del tutto vero.
Nell’estate del 1581, una contadina, Virginia Tacci, corse per la Contrada del Drago; tuttavia, si trattava ancora di una corsa “alla lunga” e, dunque, non venne riconosciuta tra quelle ufficiali del Palio.
A differenza di quello moderno, il tracciato era lineare e partiva da dentro a Porta Romana giungendo fino al Duomo. Dal 1633, la gara prevede tre giri di sfrenato galoppo intorno a Piazza del Campo e, da quel momento, si affermò il nome “alla tonda”.
Bonelli, amazzone già avviata ai concorsi ippici, grazie a una fortunata coincidenza si trovò a partecipare alla corsa ufficiale.

Nel 1957, il regista italiano Luigi Zampa stava girando il film “La ragazza del Palio” (con Vittorio Gassman e Diana Dors). Durante una pausa, la giovane riuscì a intrufolarsi tra i fantini scritturati dalla produzione e, con la complicità di Fernando Leoni, “Ganascia”, riuscì a montare a cavallo e fare alcuni giri in Piazza del Campo.
Caso volle, in seguito, che la controfigura della protagonista si infortunò e Bonelli venne scelta come sua sostituta.
Con il cuore in pista
Durante le riprese, il desiderio di correre per davvero il Palio divenne sempre più forte e, spinta anche dalla produzione in cerca di un lancio pubblicitario, Bonelli chiese il permesso di partecipare allo zio Umberto, capitano della Contrada della Selva.
La richiesta venne ovviamente respinta, non potendo garantirle incolumità, ma ottenne comunque ciò che voleva grazie alla Contrada dell’Aquila.
Prese parte a tre prove, delle quali ne vinse ben due e venne, quindi, ufficialmente segnata con il soprannome di Diavola. Per molti rimase sempre Rompicollo, come la protagonista dell’operetta di suo padre, una fantina che vince il Palio.
Il 16 agosto, alla gara vera e propria, in sella alla cavalla baia Percina, partì piuttosto indietro, lanciandosi in una grande rimonta nei confronti di Giorgio Terni, “Vittorino del Nicchio”.
Nella concitazione del momento, ostacolò la Torre e in seguito cadde trascinando con sé il fantino della Lupa. Venne poi accusata da alcuni torraioli di aver ostacolato la loro corsa.
In settembre, la Domenica del Corriere le dedicherà la sua copertina.
Nel 2016, Rosanna Bonelli portò in dono un Masgalano realizzato artigianalmente da sua figlia, per ricordare l’anniversario della sua partecipazione alla competizione. Si tratta del premio assegnato alla Contrada migliore per eleganza, portamento e coordinamento in entrambi i cortei storici. Fu vinto dalla Contrada del Riccio.

Il Palio di Siena può piacere o meno; può essere considerato tradizione o barbarie.
Ciò che possiamo affermare unanimemente è che questa donna-fantino sia la perfetta incarnazione di cosa voglia dire trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
Nonostante i suoi 90 anni, ancora non rinuncia alla passione per i cavalli.
Certi amori, semplicemente, non finiscono mai di correre.
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Link all’articolo di Nati Sportivi “Più brave per forza”: https://www.natisportivi.it/piu-brave-per-forza-storie-di-donne-audaci-nello-sport/
Sienanews: https://sienanews.it/cultura/rosanna-bonelli-la-mimosa-del-palio-di-siena/

