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Rickey Henderson, l’arte di correre e rubare

L’epicità di Rickey Henderson: un pilastro dell’eroica storia americana

“Ci sono alcuni personaggi della storia Americana che fanno parte di quel regno che si può definire con il termine di ‘mitologia culturale’: Johnny Appleseed. Wild Bill Hickock. David Crockett. Rickey Henderson. Si trovano in quel confine stretto tra realtà e finzione.”

Tom Verducci, uno dei giornalisti sportivi più importanti oltreoceano, che scrive soprattutto di baseball, nel 2003 ha commentato così il ritiro di uno dei più grandi giocatori di baseball della storia, Rickey Nelson Henley Henderson.

Rickey è sempre stato veloce, infatti è stato partorito da Bobbie Henley il 25 dicembre 1958 sul sedile posteriore di una Oldsmobile, che la sta portando all’ospedale. “Ero già veloce” ci scherzerà poi su.

Nato a Chicago, cresciuto nella casa di sua nonna a Pine Bluff in Arkansas per i primi sette anni della sua vita, a dieci si trasferirà definitivamente a Oakland, in California. Dopo la morte del padre, John Henley, a causa di un incidente stradale, la madre sposa Paul Henderson, da cui Rickey prenderà il cognome al primo anno di high school.

Al liceo, Rickey eccelle in tantissimi sport, basket, baseball, atletica leggera e soprattutto football americano, in cui viene nominato miglior running back di tutti gli Stati Uniti tra gli amatori, dopo due stagioni da 1000 yard corse. Un sacco di università gli offrono borse di studio per giocare a football, ma su consiglio della madre decide di non accettarle: chi fa il running back a livello professionistico ha sempre una carriera breve e costellata dagli infortuni. Perciò Rickey si concentra soprattutto sul baseball.

Rickey henderson

Il più grande di tutti i tempi: Rickey Henderson e il suo leggendario record di basi rubate

Gli Oakland Athletics nel 1976 sono la squadra più forte della MLB perchè arrivano da un incredibile three-peat di World Series vinte (1972,1973,1974). Infatti nel draft di quell’anno hanno le scelte più basse e alla numero 96 scelgono Rickey Henderson, all’epoca ancora diciassettenne. Evidentemente ci sono 95 giocatori con più prospettive del nativo dell’Illinois.

A differenza delle altre leghe professionistiche americane, la Major League Baseball (MLB) prevede un farm-system di leghe minori affiliate alle franchigie della MLB, in cui i giocatori che vengono scelti al draft possano crescere prima del grande salto nella lega maggiore. Henderson inizia la gavetta nelle leghe minori, dove nel 1977 batte il record di basi rubate in una singola stagione con i Modesto A’s, ai tempi affiliati a Oakland.

Rubare una base è un’arte, non tutti ci riescono. Non significa solo saper correre o essere semplicemente atletici, ma ci vogliono anche coordinazione ed equilibrio. Rickey aveva tutti questi elementi.

L’esordio in MLB arriva il 24 giugno del 1979, tre anni dopo il draft: Henderson colleziona due valide e la prima base rubata in carriera nella lega maggiore.

La prima di 1406. Sì, Rickey Henderson nei suoi 24 anni di carriera ha rubato 1406 basi, record assoluto e difficilmente battibile negli anni a venire. Il secondo in classifica è Lou Brock, “fermo” a 938, che sono comunque un’infinità.

rickey henderson

Il primo maggio del 1991, nel suo secondo periodo agli Oakland Athletics, ruba la base numero 939 della sua carriera, superando finalmente Brock. Con il pubblico del Coliseum che parte con un applauso infinito, Rickey prende in mano il cuscino di terza base (quello appena rubato) e lo alza al cielo come un trofeo. Entra in campo mamma Bobbie, l’abbraccia forte e Rickey prende la parola. Sembra il classico discorso di ringraziamento, in cui parla di sua mamma, della sua fede in Dio, ma decide di concluderlo in maniera particolare:

“Lou Brock era il maestro dell’arte di rubare le basi, ma oggi io sono il più grande di tutti. Grazie”.

Proprio per quell’espressione, The Greatest of all time, riceverà molte critiche e accuse di arroganza ed egoismo.

Un’icona del baseball e il suo lascito duraturo nel mondo dello sport

Nel 2009 è introdotto nella Baseball Hall of Fame, in cui entrano solo le leggende e Rickey lo è stato per davvero e nel discorso dice:

“Sono ora nella classe dei più grandi di sempre. Ma adesso io sono… Molto umile”.

Non solo basi rubate, Rickey Henderson detiene molti altri record imbattuti ancora adesso, ma che avrebbe poco senso citare qui e chi legge si annoierebbe.

Chi non ha mai annoiato nessuno durante la sua vita è stato proprio lui, con la particolarità di parlare in terza persona, un altro motivo che ha avuto l’opinione pubblica di definirlo arrogante. Ma The Man of Steal è da prendere così.

Su una cosa non ha mai sbagliato, a definirsi uno dei più grandi di questo meraviglioso sport e sul Monte Rushmore del baseball, uno dei quattro posti è senza dubbio da attribuire a lui.

“Se potessi dividere Rickey Henderson in due giocatori, avresti due Hall of Famers”

Bill James, storico.

Articolo scritto da Matteo Orsolan

Per gli amici Orso, ama alla follia gli sport americani, finge di giocare a basket, ma guarda soprattutto il baseball e il football americano. Folgorato dal braccio di Josh Allen, dai fuoricampo di David Ortiz e dalle magie di Manu Ginobili. Soffre per i Buffalo Bills durante l'inverno e per i Boston Red Sox durante l'estate.

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