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Rafa Nadal, il Re dell’argilla

Ci mancherà il sovrano incontrastato del tennis fisico, muscolare, caparbio e costruito

Se lo fai correre, Lui corre di più.
Se lo fai innervosire, lui ti affonda.
Se gli concedi un piccolo spazio nel tuo gioco, lui si prende quello, la partita e l’incontro.
Un pistolero che non attacca e ama difendersi per farti cadere nella sua rete.
Quando pensi che sia vicino alla resa, quanto hai tirato fuori dal cappello il tuo colpo migliore, quello che ti fa rilassare e abbassare la racchetta, lui spara e ti disarma. E lo fa ancora e ancora.”

Qualche tempo fa scrivevo queste parole per il capitolo dedicato a lui in FIGURINE, con qualche dettaglio in più e Lui ancora in grande spolvero.

È stato probabilmente il Re del Tennis fisico, muscolare, caparbio e costruito. Ha vinto 14 volte il Roland Garros e non ha mai parlato francese, ha sempre nascosto una parte della sua natura, si è rifugiato spesso sulla sua Isola, nel suo fortino che oggi è un’accademia dove si forgiano nuovi talenti.

Forza e Controllo. Perché se una vuole andare al potere ha bisogno che l’altro sia nel pieno della sua espressione, del resto l’una è nulla senza l’altro.

Nadal era Federer e Federer era Nadal. Entrambi erano Djokovic e Djokovic doveva essere entrambi.

Gli ultimi 20 anni hanno semplicemente rappresentato un’eccezione, una virtù, un regalo ed una condanna. Regalo e condanna per avversari e appassionati, vittime e spettatori a ritmo sinusoidale di gesta che anno dopo anno diventano più grandi, più stupefacenti, più singolari.

Quasi normali. La vittoria incessante che diventa normale, il cannibalismo sportivo che non stupisce più ma quasi annoia, quasi regolarizza uno sport. Noi sapevamo già chi avrebbe vinto, negli Slam, per ventanni.

Lui era una di quelle certezze. Oltre il Tennis, dello Sport, della vita quoridiana di chi lo vive.

Tutto inizia, tutto finisce. Ma ciò che ci riempie è il percorso, uno di quelli difficili da raccontare per pienezza e complessità. Perché come si spiega Nadal? Come si emula? Complesso trovare la chiave, impossibile arrivarci, raccontarlo.

Nadal è la complessità dei grandi dello Sport, sono la ripetizione inspiegabile della vittoria, la normale straordinaria eccezione, l’ambizione del bambino e lo spettacolo dell’adulto.

Mancheranno i suoi tic, la sua ossessione, quella che ti spinge oltre e che ti posiziona dove pochi, pochissimi arrivano.

Gracias Rafa.

Articolo scritto da Matteo Schiavone

Maturità scientifica, centrocampista non sufficientemente abile per fare il professionista con continuità, laureato in Scienze Motorie e specializzato in Management dello sport, Allenatore di Calcio e Calcio a 5 (Futsal ci piace di più) dal 2007, appassionato di Storia, Musica e Cinema con scarse attitudini allo studio ma spiccate inclinazioni alla curiosità.

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