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Schumacher, 50 anni

Schumacher

Mi ha sempre colpito la semplicità con la quale sapeva vincere.

Quando pensi ad un tedesco, immagini l’efficienza, la costanza di raggiungere un obiettivo, l’abilità nel preparare la prestazione, la capacità di affermarsi e continuare a farlo con la stessa ferocia agonistica.

Quando pensi ad un tedesco non lo associ alla simpatia ed alla goliardia, lo inserisci nella noia efficace e mai fuori posto, al misurato modo di gioire e festeggiare, alla voglia di pazza d’Italia e di tutto quello che rappresenta.

Ecco Michael Schumacher pilota era tutto questo.

Sorridente al limite del plastico o concentrato sulla strategia. Questi sono gli sguardi che ho impressi nella mente durante i podi e prima delle prove del sabato o della partenza dei Gran Premi in diretta Rai in cui ha ufficialmente fatto perdere anni di vita a Gianfranco Mazzoni ed Ettore Giovannelli, ma soprattutto a chi fa della Ferrari una fede, un’ossessione, un motivo di vanto.

Schumacher e la Ferrari sono stati il connubio perfetto. La coppia che tutti invidiano. Lui con la testa sulle spalle, sempre attento e meticoloso, fisico perfetto e poche parole. Lei piena di fascino, piena di curve, rossa di passione e dall’estro rampante.

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Lei andava domata, Lui sapeva solo domare.

Prese sulle spalle l’eredità pesante di Ayrton Senna e Alain Prost, aprì l’era dell’elettronica nella Formula 1 ma riuscì a consolidare l’attenzione sul pilota e non sullo sviluppo tecnologico. Annoiava sulla forza e la sua regolarità, surclassava l’avversario vincendo già dal venerdì, battendolo il sabato, umiliandolo la domenica.

Sapete che non faccio della statistica un motivo di grande interesse ma per Michael farò un’eccezione: detiene forse il record più cannibale per l’automobilismo di velocità, il maggior numero di Hat-Trick e per Hat-Trick si intende la pole position, il giro veloce e la vittoria nello stesso Gran Premio nonché il maggior numero di giri in testa durante una gara.

Schumacher non è stato il pilota più amato, non ha fatto sognare nello stesso modo di Senna, ma è stato in modo straordinariamente semplice il pilota più forte di sempre.

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alfredo

Caro Matteo,sempre puntuali e precisi i tuoi articoli,specie questo, ormai posso dirloricordo di Schumacher.Comunque al di la delle capacità indubbie di pilota vorrei dire una cosa forse fuori dal coro.Se non avesse avuta una Ferrari,anzi quelle Ferrari ,di quel periodo,non so quanti campionati mondiali avrebbe vinto.Non so dire quale è la percentuale da destinare alla macchina e quella da attribuire al pilota.Secondo me è altissima.Basta vedere che fine hanno fatto piloti Campioni del mondo quando sono passati a macchine di altro livello.Certamente onore alle capacità indubbie dello sfortunato pilota ma certamente in altre scuderie non saremmo qui ad osannarlo.Adesso riceverò… Leggi il resto »

Danilo

Il pensiero può essere giusto, anche se è un po’ opinabile perché tante scelte e tante situazioni positive un pilota come un allenatore se le crea con le proprie scelte e nel caso specifico del momento storico in base ai fondi a disposizione modifiche e campagne acquisti azzeccate cambiano l’andamento delle stagioni…..

alfredo

Certamente il mio era un commento ai limiti.Il bravo Pilota e il bravo Allenatore sanno trarre da ciò che gli viene messo a disposizione il massimo del rendimento.Resta il fatto che senza una grande macchina o senza grandi campioni non si ottengono risultati grandi.A presto Alfredo

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