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Pietro Mennea

Pietro Mennea

Le Frecce servono essenzialmente per lasciare un segno.

Sono nate come utensili di caccia fino ad evolvere in strumenti di guerra trasformandosi poi in attrezzi per lo sport.

Per scoccare una freccia servono equilibrio, attenzione, precisione, coordinazione ed esercizio tutto gestito con la giusta dose di forza.

Pietro Mennea ha rappresentato tutte queste caratteristiche.

Essere del Sud costituiva come valore aggiunto nella caparbietà e nell’estro, un punto a sfavore nelle occasioni per emergere.

Allora si dovevano mettere i panni del cacciatore di vittorie e far diventare ogni gara una preda da catturare, con l’istinto primordiale della sopravvivenza in un mondo scettico e maleducato.

Ma quando la caccia si trasforma in confronto allora l’evoluzione è rappresentata dalla guerra dove la preda non è più solo un record ma in cui l’avversario diventa un nemico, dove la pista è il campo di battaglia e sai che l’unico mezzo per sopravvivere è andare più veloce degli altri.

Nonostante tu sia bianco, nonostante tu sia italiano, nonostante non basti allenarsi più degli altri.

Sai che non puoi sbagliare nulla, soprattutto sei vuoi essere il migliore e allora all’equilibrio, all’attenzione, alla precisione ed alla preparazione ci aggiungi il sacrificio, quello che Pietro Mennea incarna, ancora oggi, in ogni centimetro di fibra bianca.

Lavoro, lavoro e duro lavoro perché la fatica non si spreca, costa ma ti aiuta a sognare.

Un uomo che sapeva di correre da solo per raggiungere qualcosa che andava oltre il semplice record, la storia dello sport italiano ed europeo.

Pietro Mennea è stato la Freccia del Sud ma soprattutto, come dice Paulo Coelho, è l’intenzione che si proietta nella spazio, lo Sport che attraverso l’allenamento diventa vittoria, la vittoria che diventa gloria, la gloria che si traduce in educazione.

E se le Frecce servono a lasciare un segno, il suo è rappresentato da questo straordinario percorso.

Più del blasone, più delle vittorie, più di quelle braccia aperte e liberatorie.

19 ottobre 1975. È il giorno del matrimonio dei miei genitori. La sera partirono per il loro viaggio di nozze in macchina direzione Sicilia e la prima tappa fu Formia, Centro Tecnico Federale delle Nazionali di Atletica.

Il centro era deserto, nessun raduno, nessuna nazionale.

Solo Pietro Mennea.

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