Pelè Brasile

Pelè

Pelè non è solo una persona.

Pelè è un’idea che si fa azione, è un pensiero che diventa scrittura, è l’identificazione di più generazioni in uno sport e nella sua divinità.

Pelè è sacro e profano, è la conoscenza e la mistica, il sogno e la realtà.

Pelè non può essere inserito nella lista dei supereroi dello Sport, ne tantomeno nelle Divinità da adorare.

Pelè è oltre.

Pelè è stato ed è ancora oggi la magia di un gesto e la sua splendida riuscita, un dribbling sinuoso e la sua conclusione in porta, il colpo di testa imperioso in un’area affollata ma soprattutto il sorriso di un bambino che sceglie di giocare al calcio.

Pelè è l’unico giocatore della Storia del Calcio ad aver vinto 3 Mondiali, oltrepassando epoche, guerre e rivoluzioni non scegliendo mai di essere professionista, segnando una media di un gol a partita e identificandosi essenzialmente non in squadra di calcio ma in un paese intero che lo ha proclamato patrimonio dell’umanità.

Johann Cruyff, uno che di calcio qualcosa capiva, affermò che

Pelè è stato l’unico giocatore che è riuscito a sorpassare i confini della logica.

Pelè è la frase di chi vede per la prima volta un talento giocare, è lo stupore di chi non si aspetta e la certezza di chi sa.

Pelè è il Calcio nella sua dimensione positiva, la favola che inizia con un “C’era una volta” e si chiude con “Vissero Felici e Contenti”, la notizia di cronaca da prima pagina e che ti descrive la verità più bella.

Pelè è la bandiera del movimento indipendentista del calcio, antico e moderno, tessuta in Sudamerica e issata in Brasile ma che sventola fiera sul tetto di ogni campo di calcio.

Pelè è la Filosofia del Calcio, dove si pongono domande e riflessioni sul gioco e su chi lo svolge, indagando sul senso della sua natura e sul suo successo, autodefinendosi come risposta ed evidenziando che, attraverso lui, non ci sono limiti da non poter superare.

Pelè sono le 17 regole del calcio che diventano Tavole e si manifestano oltre il tempo.

Se entri in un campo devi sapere chi è Pelè, altrimenti stai sbagliando non solo sport: stai sbagliando tutto.

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