Rafa Nadal

Nadal

Molti esperti di Tennis considerano la terra rossa, la più impegnativa, la più sfiancante, dove si sfida il proprio avversario soprattutto a distanza, dove vince chi si difende meglio.

E se possiamo discutere su chi debba avere lo scettro del migliore di sempre, su chi debba sedersi sul trono delle 3 superfici, su una cosa possiamo essere tutti d’accordo: il Regno dell’Argilla, quello in cui ci si sporca di più, dove si corre di più della pallina, quello in cui principalmente si parla francese ha un unico ed indiscusso Re e si chiama Rafael Nadal.

L’ho sempre trovato un Re un po’ cafone. Forse perché dall’altra parte il suo acerrimo nemico è il simbolo dell’eleganza in uno sport originariamente nobile.

Però al cospetto di molti che lo ritengono un sopravvalutato e illecitamente dotato Rafa mi è sempre stato simpatico.

Con i suoi tic, le sue manie, il suo irriverente silenzio ed i comportamenti da personaggio bambinesco, ha saputo conquistare l’attenzione dei più scettici e seppur con riserva, seppur senza standing ovation, ha fatto applaudire tutti.

Se lo fai correre, Lui corre di più.
Se lo fai innervosire, lui ti affonda.

Se gli concedi un piccolo spazio nel tuo gioco, lui si prende quello, la partita e l’incontro.
Un pistolero che non attacca e ama difendersi per farti cadere nella sua rete.

Quando pensi che sia vicino alla resa, quando hai tirato fuori dal cappello il tuo colpo migliore, quello che ti fa rilassare e abbassare la racchetta, lui spara e ti disarma. E lo fa ancora, e ancora.

Ha vinto 215 dei 220 match nel quale è andato in vantaggio al primo set, testimonianza di un cannibalismo sportivo avvalorato dal 83% di vittorie totali su quasi 1000 incontri da professionista.

Non cambia mai espressione. Meno guascone di Djokovic ma più continuo, meno talentuoso di Federer ma più potente, ed in alcune occasioni lo hanno sovrastato ma sui 3 set, sui duelli corti, ravvicinati, non ha eguali.

Perché se gli Slam sono 4 (e comunque li ha vinti tutti…) è il tennista con il maggior numero di vittorie, di finali e di semifinali disputate nei tornei ATP 1000 su 3 superfici diverse.

Quando penso a Nadal, penso alla Forza.

Fisica e Mentale.

La prima è stata messa in discussione da ombre strumentali, strumentalizzate e parzialmente fondate, la seconda, unita ad una grande capacità strategica, chi prova a metterla nel mirino ha visto troppi pochi incontri dello spagnolo.

Anche quando è in difficoltà non perde mail il controllo delle giocate o se lo fa è perché di fronte ha chi in quel momento sta offrendo un Tennis superiore.

Si, superiore, come il piano nel quale ha messo il suo trono, il trono d’Argilla.

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