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Mariella Bonsangue

Mariassunta Bonsangue

Le storie normali, quelle di tutti i giorni, quelle che non hanno ne un fine da favola ne un tragico epilogo, sono quelle più numerose e quelle più difficili da raccontare.

Perché descrivere qualcosa di eccezionale, qualcosa che ha stupito tutti e che ha lasciato un segno nella Storia, un segno tangibile, è un’opera complicata ma raggiungibile perché lo stupore scatena quelle sensazioni creative che comunque vada, in qualche modo e misura usciranno fuori.

Già questo processo ti fa ridimensionare la normalità e le persone che la vivono con altrettanta passione e determinazione, anche e soprattutto nello Sport.

Ma lo Sport, che è il più grande generatore di Storie della Storia delle Storie, ha una sua dimensione esposta, economica, popolare e poi ne ha una silenziosa, nebbiosa e magica dove ci si ritrova il popolo passionale che governa il movimento.

In questa seconda stanza c’è una delle storie di sport più affascinanti che conosca e delle quali ho sempre avuto difficoltà a scrivere, forse perché la storia è quella di mia madre.

Mariassunta Bonsangue.

 

Una bambina inquieta e irrequieta fuori dal suo tempo per interessi e passioni, che amava correre in un periodo in cui una donna era ancora estranea al diritto comune dello sport, come libertà di azione e di raggiungimento di un obiettivo.

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Ma l’inquietudine e l’irrequietezza non sono le uniche componenti che servono per superare gli ostacoli, servono determinazione, ostinazione e rischio fino a prendersi la vittoria su maschi strafottenti, fino a stupire un professore e a far innamorare un uomo, fino a prendersi un’Olimpiade, la sua convocazione, la sua sfilata, la delusione e l’imbroglio.

E queste caratteristiche se le hai dentro, se le strutture e le sfide ti forgiano e ti condizionano, ti fanno costruire ciò che vuoi nonostante tutto e tutti, nonostante tu non sia nella dimensione esposta, economica e popolare.

Un storia di difficoltà, di orgoglio, di passione e di sfide.

Si proprio di quelle, quelle che non conoscono in molti ma che ammirano tutti.

E quando le sfide che racconti non sono segnate necessariamente dal successo ma dalla vittoria della passione e del sogno allora non sono più storie normali ma restano per sempre, diventando eccezionali. E allora diventa facile scriverle e farsi ascoltare.

Questa è la storia di una bambina che ha cambiato il suo mondo, questa è la storia di Madre.

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