Federer

Quando penso a Federer, mi vengono in mente i Cavalieri. Quelli con l’armatura e la spada sul fianco destro, il Cavallo bianco e la postura rigida.

Non lo so perché, ma lo svizzero ha subito un’evoluzione delle mie attenzioni in modo esponenziali pur non essendo un grande esperto di tennis. Ma RF (come se stessi parlando del marchio…) è andato oltre, ha varcato i limiti della singola disciplina sportiva e si è posizionato in quella dimensione che è solo dei più grandi. Proprio come un Cavaliere che ha saputo sedersi alla tavola rotonda ed il tempo ha incoronato Re Artù. Mito che diventa Leggenda, attualità che diventa Storia. Perché i più grandi sportivi riescono a fare questo, essere raccontati come fossero leggende prima ancora che la leggenda diventi tale, prima ancora che il libro venga finito di scrivere. Nel corso di questi anni in cui lo sport ha consolidato anche una dimensione epica per come viene descritto, menzionato, twittato e fotografato Federer solo ed esclusivamente attraverso le sue gesta sportive ha saputo costruire la sua leggenda, passando da Campione a Fenomeno, da Sportivo a Stella, inserendosi nell’immaginario collettivo come il Cavaliere senza macchia, col sorriso stretto e la fascetta para sudore. Il soldato con l’armatura ed il fratino bianco, educato e silenzioso, mai terribilmente ed incredibilmente sopra le righe. In un mondo che regola la sua normalità sugli eccessi, Roger (come se fosse mio amico..) ha saputo trasmettere cultura.

Il Tennis è probabilmente tra le attività sportive più nervose, che mette a dura prova le capacità personali, che responsabilizza il proprio ego e lo posiziona al centro di qualsiasi scelta dentro una gara. Vengono messe a dura prova le risposte individuali prima, durante e dopo.

Il Sig. Federer (questa volta come se fosse un professore di cui ho una grande stima…) ha gareggiato, vinto, convinto, si è infortunato, riabilitato, tornato, rivinto, riconvinto, ha sfidato e è stato sfidato, ha perso e rare volte deluso. Tutto questo lo ha fatto con il tono di voce medio, gesticolando poco, rispondendo a tutte le domande che gli allievi in campo e sugli spalti gli rivolgevano, più o meno preparati, più o meno all’altezza. Uno degli ultimi Campioni dello sport che ha saputo puntare in modo esclusivo sulle sue abilità tecniche e fisiche, che ha saputo incantare e illuminare solo con allenamento, eleganza e racchetta.

Un Atleta che diventa Leggenda, un Cavaliere che si trasforma in Professore Universitario, Sport che si trasforma in Messaggio.

Lunga vita a Re Roger.

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