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Lawrence Taylor, croce e delizia

La storia travagliata della figura più controversa della storia della NFL

“C’è un momento che rimane come sospeso prima che cominci una partita di football, quando i giocatori sono in posizione, le prime linee sono immobili e tutto è possibile. Poi con la violenza di due autotreni che si scontrano, tutto esplode. Dal passaggio della palla allo scrocchio del primo osso passano meno di cinque secondi.” 

Così inizia “The Blind Side”, il film che racconta la storia vera di Michael Oher e che ha fruttato un premio Oscar a Sandra Bullock. Tuttavia non proverò a raccontarvi la storia di Oher e della famiglia Tuohy, ma quella del più incredibile, controverso, influente e straordinario giocatore che il football americano ci abbia mai regalato. Lawrence Julius Taylor. 

Più avanti, tornerò sulla citazione del film e comprenderete ancor più nel profondo chi è stato veramente Lawrence Taylor, però conviene partire per gradi e analizzare la sua complessa figura dall’inizio. 

Le origini di L.T.

Nato a Williamsburg, in Virginia, nel 1959, primo di tre figli di Clarence Taylor, spedizioniere presso i cantieri navali a Newport News, e Iris Taylor, insegnante scolastica. Lonnie, così soprannominato in famiglia, è un ragazzo “vivace”:  

“Se gli altri chiedevano il permesso di fare qualcosa, Lonnie semplicemente la faceva e per giustificarsi raccontava delle storie interessanti.” 

Il primo sport di Lawrence è il baseball, dove gioca nel ruolo di catcher e si avvicina al football solo all’età di quindici anni. Inizia a giocare a livello liceale solamente l’anno dopo per la Lafayette High School, nella quale si diploma nel 1977. Avendo iniziato tardi, L.T. non subisce una grande pressione nel recruiting da parte dei college e gli viene offerta una borsa di studio da North Carolina University. Nel corso della sua carriera collegiale Taylor cambia anche ruolo difensivo, da lineman passa a linebacker, uno dei tre o quattro difensori appena dietro la linea di difesa che si occupano della pass-rush, ovvero aggredire il quarterback avversario.  

Lawrence è spietato, i blitz con cui sfonda le linee d’attacco avversarie sono violentissimi, infatti nel 1980, il suo anno da senior, mette a segno ben 16 sack, i placcaggi ai danni dei quarterback avversari effettuati prima della linea di scrimmage. Nel 1981 si dichiara al draft NFL, gli addetti ai lavori lo danno come prima scelta sicura e 27 general manager delle 28 franchigie della lega lo vorrebbero nella propria squadra. L’unico che è scettico nei confronti di Taylor è Bum Phillips, GM dei New Orleans Saints detentori della prima scelta. Infatti Phillips seleziona George Rogers, running back da South Carolina, vincitore dell’Heisman Trophy, il massimo riconoscimento per un giocatore di football a livello collegiale.  

Lawrence Taylor NFL

I detentori della seconda scelta sono i New York Giants, i quali non ci pensano due volte a scegliere il linebacker da North Carolina che diventerà immediatamente il leader della difesa coordinata da Bill Parcells. George Young, GM dei Giants e responsabile della scelta al draft, elogia subito il suo nuovo beniamino, addirittura paragonandolo a Dick Buktus, allora considerato il più forte difensore che abbia mai calpestato un campo dell’NFL. 

L’impatto di L.T. in NFL

L’esordio contro i Philadelphia Eagles è decisamente anonimo, ma le qualità e soprattutto la ferocia di Taylor non tardano a mostrarsi. Al termine della stagione viene nominato matricola difensiva dell’anno e migliore difensore dell’anno, primo e unico giocatore a vincere entrambi i premi nella storia della NFL moderna. Un episodio interessante va segnalato nel suo anno da rookie: in una partita contro i St. Louis Cardinals, Bill Parcells chiama un’azione difensiva di pass-coverage, in cui tutti i difensori che non siano sulla linea di scrimmage devono stare in protezione per un eventuale lancio del quarterback. A differenza degli altri Taylor sfonda facilmente la linea d’attacco e atterra il quarterback avversario, in un’azione che neanche esisteva nel playbook difensivo di Parcells. In una qualsiasi squadra di un qualsiasi periodo storico, anche attuale, un qualsiasi rookie che si permette di cambiare schema al momento verrebbe sostituito se non multato. A meno che non sia Lawrence Taylor, che si giustifica con Parcells: 

“Dovremmo inserirla. Perchè è un’azione troppo dandy.” 

Le prime stagioni in NFL di Taylor continuano ad essere gratificanti individualmente ma non per i suoi Giants, che cambiano anche l’head-coach sostituendo Ryan Perkins con lo stesso Bill Parcells, che lascia il ruolo di allenatore della difesa ad un certo Bill Belichick.  

Lawrence Taylor continua ad essere una minaccia per tutti gli attacchi della lega, i quali sono costretti ad aggiungere schemi solo per lui nel playbook offensivo. A questo proposito arriviamo all’episodio clou che ha cambiato il football americano per sempre e che per descriverlo devo tornare, con mio grande piacere, a Sandra Bullock e alla citazione iniziale di “The Blind Side”: 

 “Dal passaggio della palla allo scrocchio del primo osso passano meno di cinque secondi. 

0-1 secondi: Joe Theismann, quarterback dei Washington Redskins, riceve il passaggio e cede la palla al suo running back John Riggins. 

0-2 secondi: si tratta di una finta. Il running back ripassa la palla al quarterback. 

0-3 secondi: fin’ora il gioco è definito da quello che il quarterback vede. Ora sta per essere definito da quello che non vede. 

0-4 secondi: Lawrence Taylor è il miglior difensore della National Football League e lo è stato da quando ha mosso i primi passi sul campo. Cambierà anche il gioco del football come lo conosciamo. 

Il leggendario quarterback Joe Theismann non giocherà mai più un down in NFL. 

Ora molti di voi penseranno che il giocatore più pagato di una franchigia di NFL sia il quarterback e avrebbero ragione. 

Ma quello che forse non sapete è che, di solito, il secondo giocatore più pagato della squadra, grazie a Lawrence Taylor, è il tackle sinistro. 

Perché come sa bene ogni donna di casa: il primo assegno che stacchi è per il mutuo, ma il secondo è per l’assicurazione. 

E il lavoro del tackle sinistro è proteggere il quarterback da quello che non vede arrivare. Proteggere il suo lato cieco. 

L’ideale per un tackle sinistro è di avere fianchi possenti e cosce massicce. Avere braccia lunghe, mani enormi e piedi veloci come un singhiozzo. 

Una combinazione rara e quindi costosa, la cui importanza la si può misurare in quel Monday Night Football e in Lawrence Taylor.  

Perchè da quel giorno lui non solo cambiò la vita di Joe Theismann, ma anche la mia.” 

Questo è il monologo di apertura con cui la protagonista introduce la sua storia e quella del suo figlio adottivo Michael Oher, che avrà una breve carriera in NFL come tackle sinistro. L’infortunio di Joe Theismann, causato involontariamente da Taylor nel 1985, è terribile. Forse il peggiore nella storia dello sport, dove sangue e ossa sono visibili al pubblico dello stadio e dalla televisione e ancora oggi su YouTube. Taylor si inginocchia, è disperato. Come ha detto Sandra Bullock, Theismann non giocherà mai più a football e tutto ciò a causa del suo lato cieco, quello sinistro per un quarterback destrorso. Lawrence Taylor ha cambiato per sempre il gioco del football come lo si conosceva prima, perchè da quel momento il ruolo del tackle sinistro diventerà quello più importante della squadra. Da quella partita molti offensive tackle sinistri vengono selezionati tra le prime scelte nei draft successivi. 

MVP e Super Bowl

Il 1986 è l’anno che consacra definitivamente Taylor, autore probabilmente della migliore annata individuale per un giocatore di football: piazza ben 20.5 sack e viene nominato MVP della NFL, diventando il secondo difensore a vincere il premio più ambito dopo Alan Page nel 1971, ma il primo a vincerlo con votazione unanime. L’annata è perfetta anche per i New York Giants che si portano a casa il primo Super Bowl della loro storia, guidati in difesa da Taylor e in attacco dal quarterback Phil Simms, nominato MVP della finalissima vinta contro i Denver Broncos del fenomenale quarterback John Elway, massacrato da Taylor per tutta la partita. 

L.T. continua ad essere il leader indiscusso della squadra, nonostante i suoi innumerevoli guai fuori dal campo, tra droghe, alcol e prostitute. Nel 1988 la NFL sospende Taylor a causa della positività di un test alla cocaina, di cui il difensore abusa regolarmente. Alcune leggende incredibili raccontano che Taylor, conoscendo molto bene quell’ambiente, pagasse profumatamente alcune prostitute per poi mandarle nelle camere dei giocatori della squadra avversaria le notti precedenti ad alcune partite.  

Nel 1990, i Giants arrivano a giocarsi l’accesso al Super Bowl con i San Francisco 49ers, vincitori delle ultime due edizioni, e che sono a caccia di un three-peat che non è mai riuscito a nessuna franchigia. I Giants vincono clamorosamente, anche grazie a un fumble causato da un placcaggio di Lawrence Taylor, che permette ai suoi di recuperare palla e realizzare il field goal che li manda al Super Bowl, poi vinto contro i Buffalo Bills in una maniera ancora più incredibile, ma che vi ho già raccontato (ahimè) in questa rubrica di Storie Americane di Football. 

La fase calante e i problemi giudiziari

Da quel Super Bowl comincia la fase calante della carriera straordinaria di Lawrence Taylor, che decide di concluderla dopo la stagione 1993, anche e soprattutto a causa di una serie di infortuni che non lo hanno mai abbandonato sin dal suo approdo in NFL nel 1981. 

“Lawrence Taylor ha avuto un impatto talmente enorme che supera di gran lunga qualsiasi altro giocatore. Ha cambiato il modo in cui la difesa era vista all’epoca e ha cambiato il gioco del football.” 

Queste parole, pronunciate dall’allenatore e commentatore televisivo John Madden, uno dei padri del football moderno, bastano per descrivere chi sia stato Lawrence Taylor. Molti giocatori, allenatori ed esperti lo definiscono il più grande difensore di tutti tempi, oltre che uno dei più grandi giocatori che abbiano mai pestato i tacchetti su un campo grigliato. 

Nel 1999 diventa eleggibile per entrare nella Pro Football Hall of Fame di Canton: un ingresso non scontato, a causa degli innumerevoli problemi con la giustizia che lo hanno riguardato sia durante che dopo il termine della sua carriera. Nonostante ciò, Taylor entra nella Hall of Fame alla prima votazione. 

L.T. ha continuato a far parlare di sé anche nel nuovo millennio tra incidenti, guide in stato di ebrezza e problemi con la droga, ma un episodio del 2010 è stato il più grave in assoluto. Lawrence Taylor viene accusato di violenza sessuale da una sedicenne a Montebello: in tribunale gli avvocati dell’ex linebacker dei New York Giants patteggiano e Taylor viene condannato a 6 anni di reclusione. 

Anche dopo aver scontato la pena non sono mancati altri guai giudiziari: un’accusa di violenza domestica e un altro incidente stradale sotto gli effetti dell’alcol. Lawrence Taylor è sempre stato così. Aggressivo, violento, spietato dentro il campo e purtroppo anche fuori. Una figura controversa, problematica, discussa, ma che in un modo o nell’altro ha cambiato uno sport. E se molti quarterback non hanno concluso una carriera per un infortunio grave come quello di Theismann, è molto strano ammetterlo, ma è anche grazie a Lawrence Julius Taylor.

Articolo scritto da Matteo Orsolan

Per gli amici Orso, ama alla follia gli sport americani, finge di giocare a basket, ma guarda soprattutto il baseball e il football americano. Folgorato dal braccio di Josh Allen, dai fuoricampo di David Ortiz e dalle magie di Manu Ginobili. Soffre per i Buffalo Bills durante l'inverno e per i Boston Red Sox durante l'estate.

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