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La nascita di un eroe

Ayrton Senna: l’immortale Eroe del Brasile e della Formula Uno

Senna è una delle figure più amate del motorsport, soprattutto nel suo Brasile, un paese che negli anni ’90 specialmente era in piena crisi economica e povertà. Senna col suo esempio in ambito sportivo ha riacceso la speranza di riscatto per la sua gente, alla quale era così vicino da considerarlo come l’eroe della porta accanto.

I colori di un popolo, il mantello di un eroe

Não se pode comprar as cores” canta María Rita nella canzone dei Calles 13, “Latinoamérica”, brano che esprime l’essenza tanto martoriata quanto di risorsa del continente. “Non puoi comprare i miei colori” il testo recita, in una strofa in portoghese per rappresentare il Brasile, se c’è un brasiliano che meglio si addice a questa frase piena di significato, quello è Ayrton Senna.

Il pilota col casco emblematico dai colori del Brasile che simboleggiavano anche concentrazione, aggressività e giovinezza, colui che non ha mai permesso venissero comprati quei colori e automaticamente anche i valori del suo popolo, colui che infatti non ha mai voluto cambiare quel casco divenne l’immortale eroe per l’America Latina e il suo Brasile.

Ayrton Senna: L'Immortale Eroe del Brasile e della Formula Uno
Ayrton Senna

Senna è ancora oggi così amato perché restituì speranza e dignità al Brasile, un paese in piena crisi economica e povertà che riversava soprattutto nell’istruzione per i bambini, condizione che sembrava aver rubato l’identità ai brasiliani e per la quale il campione si è sempre battuto. Senna col suo esempio in ambito sportivo spalancò la porta a nuove possibilità per quel popolo, alimentò e allo stesso tempo placò quella sete di riscatto.

Senna era vicino alla sua gente e questo permetteva loro, inoltre, di rivedersi in lui, perché Ayrton non si percepiva superiore per avercela fatta ed era paradossalmente proprio ciò che lo rendeva sovrumano agli occhi della collettività, anche se l’umiltà risiede alla base dell’umanità. Senna era quindi quello che può considerarsi “eroe della porta accanto”.

Interlagos 1991: inno alla vita

Interlagos oltre a rappresentare il gran premio di casa per l’eroe brasiliano, è stato un gran premio sempre molto importante per Ayrton Senna visto i risvolti in gara nel corso degli anni, con le varie edizioni che si sono disputate lì.

Nel 1991 Interlagos è il trionfo più grande del pilota, perché prima gara in assoluto vinta in casa, vittoria combattuta con il cambio rotto e bloccato in sesta marcia dal 60 esimo giro in poi, rendendo la McLaren ingestibile e perdendo circa 35 secondi dal secondo classificato, Patrese. Prima di quel guasto Senna aveva ottenuto un distacco di 40 secondi dall’italiano, con il ritiro di Mansell in Williams pochi giri prima che favorì così il compagno di squadra, si arrivò all’ultimo giro con un gap invece di circa 3 secondi per la difficoltà nel guidare in certe condizioni e dover gestire, nel frattempo, anche una pioggia incessante che accompagnò quegli ultimi giri, l’adrenalina e la tensione erano alle stelle.

Interlagos 1991 podio

Nonostante Ayrton sfruttasse bene il bagnato, se si provasse anche soltanto a immaginare di dover contemporaneamente gestire una bestia di settecento cavalli circa bloccata in sesta marcia, ancora dieci giri dalla fine e una pioggia fitta, risulterebbe doloroso, estenuante. Ma Ayrton riuscì a tagliare il traguardo difendendo il primo posto, davanti a Riccardo Patrese e il compagno Gerhard Berger. Il pilota brasiliano non riuscì quasi a fare il giro di pista celebrativo, a causa degli spasmi in tutto il corpo e le mani tremanti, per le quali non riusciva nemmeno a tenere in mano la bandiera che gli portarono i marshals per festeggiare.

Un miracolo vero, secondo i brasiliani, che viene ricollegato ancora oggi al coro “olé olé olé, Senna, Senna!” proveniente dagli spalti di San Paolo, talmente forte che quasi sovrastava il ruggito delle monoposto in pista, coro divenuto la colonna sonora degli appuntamenti di Interlagos da quel momento.

La pioggia benedetta

Ogni eroe ha il suo potere, quello ricollegato a Senna potrebbe essere in quest’ottica sicuramente la pioggia e il trarne vantaggio da essa, contrariamente a quanto accadeva per tutti gli altri piloti, lui ne faceva una risorsa guidando sul bagnato in una maniera incredibile e questo si denota da diverse gare disputate.

Come successo a Monaco nel 1984, dove Senna ottenne il suo primo podio nell’anno del debutto nella categoria regina del motorsport, con una Toleman molto poco competitiva, o alla sua prima vittoria in assoluto l’anno dopo, in Portogallo sul circuito di Estoril. Il Brasile con il gran premio di Interlagos del 1993 però fu la cornice di un quadro mai visto prima, la pioggia che si scatenò da circa metà gara provocò numerosi testacoda, pit stop per montare le gomme da bagnato e soprattutto l’eroe locale subì una penalità di stop and go ai box, per la quale aumenta la durata della sosta, a causa di un sorpasso con bandiera gialla seppur per doppiare.

Inoltre per i vari incidenti fu necessaria in pista la safety car, soprattutto per rimuovere i pezzi delle monoposto di Fittipaldi e Prost, i quali si erano scontrati dopo il testacoda dell’altro brasiliano di casa. Quasi come un segnale divino, la pioggia cessò appena rientrata la safety car, quasi come per indicare la fine della battaglia, con tanto di sole che sembrava la luce in fondo al tunnel. Hill davanti a Senna viene sorpassato lasciando alle sue spalle una battaglia tra Alesi e Schumacher con penalità varie.

Monaco 1984

La gara si conclude poi con la vittoria dell’eroe nazionale, seguito da Hill e Schumacher, Senna regalò inoltre alla McLaren la centesima vittoria in Formula Uno quel giorno.

Non a caso tra i vari team sicuramente quello più riconosciuto grazie al brasiliano è McLaren, con il quale il pilota ha vinto tutti e tre i suoi storici mondiali e con il quale ha collezionato più pole. Come qualsiasi supereroe che ha il suo alleato fedele e indiscutibile, Senna ha reso McLaren il suo, tanto che oggi risulterebbe difficile immaginare il pilota brasiliano senza McLaren e viceversa, così come accade con la Williams anche se per la dinamica completamente opposta.

Articolo scritto da Iolanda Cozzolino

Mi chiamo Iole, cresciuta tra l'essenza di benzina e dando calci ad un pallone. Il mio colore preferito è sempre stato il rosso, ma abbinato al giallo è una sfumatura "Magica". Per ultimo ma assolutamente non per importanza, Sociologa.

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