Il fine settimana del 27 Settembre entra ufficialmente tra le date che verranno ricordate con piacere dagli appassionati del motorsport. Max Verstappen, quattro volte campione del mondo in Formula Uno, ha disputato con una Ferrari 296 GT3 la nona gara della serie tedesca NLS, sullo storico tracciato del Nordschleife. Tra i layout più caratteristici, complessi e spettacolari che esistano, incastonato nella vegetazione della zona del Nurburgring l’inferno verde è stato sicuramente lo scenario migliore per l’olandese in occasione del debutto nel mondo endurance.
Tra stupore e perplessità
Verstappen era stato protagonista già qualche mese fa sulla pista tedesca, dove pare abbia battuto anche il record del giro veloce detenuto fino a quel momento, anche se non ufficialmente, poiché sotto il “famoso” nome falso Franz Hermann divenuto ormai alter ego del campione del mondo, stava disputando dei giri in loco per la prima volta in assoluto. L’olandese infatti aveva fino a quel momento girato al Nordschleife solo grazie al sim racing, mondo nel quale è sicuramente uno dei più attivi nel panorama internazionale.
Secondo esperti del tracciato addirittura il pilota aveva nel corso del tempo collezionato circa un migliaio di giri che gli hanno permesso di conoscere e imparare a memoria la pista, anche se le sensazioni variano nei due contesti, Verstappen avrebbe battuto il record con solo tre giri “fisici”. Max ha sempre mostrato interesse nel mondo endurance e soprattutto GT, prova anche il lavoro che svolge con il progetto Red Line, ma ovviamente il cammino verso la partecipazione era ancora abbastanza lungo.

Dopo il weekend di F1 a Monza il campione della categoria a ruote scoperte ha iniziato il percorso per ottenere il permesso che gli avrebbe concesso di poter disputare le gare di durata sul tracciato, inclusa la 24 Ore del Nurburgring. Nonostante in possesso della superlicenza FIA con la Formula Uno e categorizzato come platino, Verstappen ha dovuto seguire un corso teorico per memorizzare ovviamente soprattutto il regolamento della serie, oltre che per ottenere il primo dei due permessi. L’abilitazione in questo caso prevede un permesso B che si ottiene superando una prima parte di test e di guida seguendo l’istruttore per imparare le giuste traiettorie.
Col permesso B si può fare una gara guidando una GT4, quindi depotenziata, dove serve disputare due gare con un minimo di quattordici giri puliti per ottenere il permesso A e correre con una GT3 in gare complete.
Verstappen non si è tirato indietro, cosa che ha stupito molti appassionati e non, ha portato avanti tutto l’iter burocratico senza chiedere agevolazioni di alcun tipo, nonostante in molti pensassero fosse una situazione quasi divertente per il nome di cui si stava parlando e i risultati collezionati nel tempo. In passato altri piloti con esperienza in categorie diverse hanno fatto marcia indietro proprio perché non disposti a seguire l’iter per intero, ma Verstappen si è mostrato disponibile e ha dichiarato che è giusto così, anche perché va ricordato il dettaglio più importante: l’abilitazione della federazione tedesca è indipendente.
Quel weekend Max ha ottenuto i due permessi grazie ai tempi segnati e il sesto posto in categoria combinato al ventiseiesimo in overall, poiché Lulham era uscito fuori pista con l’altra Cayman per la seconda gara, costringendo al ritiro. Ma soprattutto è stato il più veloce della sua sottocategoria e si è mantenuto a circa un secondo soltanto dal leader della categoria in cui le vetture hanno 140 cavalli in più.
L’ esordio con Chris Lulham e la Ferrari 296
Il 27 Settembre è il primo weekend ufficiale per Verstappen, con le qualifiche e la gara al Sabato. Nonostante l’ottimismo, il Nurburgring vede correre diverse categorie insieme con moltissime vetture in pista, proprio come caratteristico del mondo endurance in generale, questo combinato alla tecnicità del layout che richiede precisione e conoscenza minuziosa, rende la gara non così scontata.
Per quest’ occasione infatti si contano cento auto e trenta classi diverse. Nella quattro ore Verstappen forma l’equipaggio insieme a Chris Lulham, pilota che conosce bene grazie al suo progetto sim racing, infatti l’inglese è passato in pista proprio grazie all’olandese divenendo testimonianza della possibilità concreta nel passaggio dal virtuale al reale con determinate condizioni preparatorie. I due si erano alternati in pista già il weekend dopo Monza, a bordo in quel caso di una Porsche Cayman GT4.

La sessione di qualifiche è portata avanti interamente da Verstappen, che per buona parte è il migliore in pista e vede completare tutti i settori con i tempi più veloci, ma altre due vetture rendono la lotta serrata. Infatti nell’ultima parte della qualifica Christian Krognes con l’Aston Martin n.34 chiude in pole position, mentre l’Audi di Juta Racing n. 8 conquista la seconda piazza, Verstappen chiude terzo.
Il primo stint è affidato nelle mani dell’olandese, che dopo la classica rolling start procedure passa subito in prima posizione in curva 1 con un’ottima partenza, seguito dalla Ford Mustang n. 6 e l’Aston Martin di Krognes. Dal giro n.3 inizia il traffico ma Max riesce a tenere la situazione sotto controllo, oltre ad accumulare un gap solido di circa 20s per quasi tutta la parte iniziale dello stint, in maniera tale da assicurarsi dei pit stop “safe” classici dell’endurance. Inoltre mette a segno il suo miglior giro che è sotto solo di 2s dal record del Nurburgring di 7:49.578.
Al pit stop per darsi il cambio con Lulham il distacco è di circa un minuto permettendo all’inglese di rientrare in P1 e di portare a conclusione il complesso compito fino alla fine. Lulham deve fronteggiare la parte più intensa della gara con diverse bandiere gialle e slow zone, che riducono inevitabilmente il vantaggio di gap a circa 40s e poi a 24s, Lulham però porta solidamente la Ferrari 296 GT3 al traguardo in P1. Il podio vede la Ferrari n.31 di Emil Frey Racing e la meravigliosa doppietta Mustang, con la n.9 e n.6.
La domanda per molti però è se la vittoria di Verstappen al debutto sia stata così entusiasmante come tutti raccontano, poiché in possesso di una vettura ben preparata e con una entry list che non vedeva presente la maggior parte di piloti esperti, infatti questa volta effettivamente non c’erano piloti del calibro di Kevin Estre, Kelvin van der Linde, Julien Andlauer o Dries Vanthoor, nomi non casuali sia per le loro prestazioni all’ inferno verde che per il loro impegno nello stesso weekend dall’altra parte del mondo, a Fuji in occasione della penultima gara del WEC.
Ma è giusto considerare il lavoro di Verstappen nel complesso, partendo dai risultati ottenuti nel weekend di test per avere i permessi necessari e arrivando poi al weekend perfetto del 27 Settembre.
Contestualizzando quindi va tenuto in conto che la vettura fosse totalmente diversa rispetto a quella a cui è abituato in contesti di gara ufficiali, nonostante non fosse la prima volta su una GT3 in pista quella di Verstappen è stata sicuramente una prova di grande impegno e dedizione che combinati al talento ripagano, a prescindere dalla presenza di piloti molto talentuosi che hanno anche più esperienza del ventisettenne olandese. Tra i nomi dei veterani però c’era quello di Frank Stippler che è salito sul podio con la Mustang n.6 e che ha speso parole d’elogio per il “rookie”.

