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Il fantamondo dello Sport

A vent’anni dal primo Fantacalcio della Gazzetta, ripercorriamo le tappe principali della nascita e crescita dei FantaSport

Sarà perché non ne ho mai vinto uno, ma di certo c’è solo che non ne vado matto. Eppure, sono una delle più grandi invenzioni dell’universo che circumnaviga lo sport di alto livello, attirando centinaia di novizi ogni anno verso quello che non è solo un gioco, ma uno stile di vita che contribuisce a rafforzare la passione per il calcio (ma non solo). Ladies and gentlemen, è il FANTASPORT.

Perché Fantasport e non Fantacalcio? Perché da quest’ultimo la moda si è allargata a qualsiasi massima lega possibile e immaginabile, tant’è che gli sport su cui si gioca oggi sono tantissimi e una persona, anche volendo, non riuscirebbe a giocare a tutti i “Fanta” esistenti contemporaneamente.

L’origine dei fantasport

Correvano gli anni Cinquanta negli Stati Uniti d’America quando un certo Wilfred Winkenbach, socio degli Oakland Raiders (una squadra professionistica di football americano), ebbe l’illuminazione. Wilfred, “Bill” per gli amici, organizzò una piccola lega di appassionati di golf: ognuno di essi creò un proprio team di fantasia composto però da golfisti esistenti. Esattamente come nel golf, vinceva colui che realizzava meno colpi totali.

Negli anni Sessanta Bill diede il via alla Greater Professional Pigskin Prognosticators League: dal golf si passava al football e le regole divenivano via via più articolate. Nel frattempo, anche nel baseball si stavano facendo largo simili invenzioni.

Wilfred Winkenbach

Nacque un giorno il fantacalcio

E se l’America è la patria dei Fantasy Sports, quel Bel Paese che è la nostra Italia può dirsi il Natale del Fantacalcio.

Era il 1988, mancavano pochi giorni agli Europei e Riccardo Albini, giornalista, si ritrovò nel solito bar di Milano assieme a quel manipolo di amici appassionati – anzi malati – di calcio, il vero football (altro che quello americano, pensavano loro!). Riccardo per lavoro viaggiava spesso negli Stati Uniti, in quanto da buon direttore di una rivista specialistica di videogiochi sapeva bene che l’avanguardia del suo campo era rappresentata da quel mondo che si trova oltre l’Atlantico. Tuttavia, nei suoi ultimi viaggi, era rimasto colpito da una moda che cresceva a dismisura: una sorta di campionato virtuale di vari sport, come football e baseball, giocato tra squadre di giocatori reali.

Riccardo, al settimo cielo, non appena tornò a Milano, radunò gli otto amici per condividere le poche iniziali regole apprese e dare vita così al primo fantacalcio della storia.

Nel 1990 Albini scrisse la guida “Serie A – Fantacalcio” (edito da Studio-Vit): furono date alle stampe 10.000 copie delle quali però solo un quarto conobbe un compratore. Inizialmente il dato fu appreso come un fallimento, eppure da quelle 2.500 copie crebbero 15.000 fantallenatori. Nel giro di una manciata di anni, più precisamente nel 1994, il numero salì a 70.000: era il primo Fantacalcio organizzato sotto l’egida rosa della Gazzetta dello Sport.

Con il nuovo millennio la Gazzetta traslò il gioco dal formato cartaceo al digitale, inaugurando la piattaforma “Magic”, che nel 2022 prese il nome di “Fantacampionato”. Fino al 1999 fu Albini in persona a gestire il Fantacalcio, dopodiché la palla passò in mano a Kataweb, parte del Gruppo GEDI. In seguito, nel 2017, il marchio Fantacalcio fu registrato dalla piattaforma Quadronica Srl.

Soprattutto negli ultimi anni l’evoluzione è stata rapidissima, con la nascita di diversi formati inediti e molti modi diversi di giocare, ma soprattutto con l’ascesa di veri e propri influencer del Fantacalcio che oggi popolano i social (TikTok e Instagram in primis).

Riccardo Albini

Quanti fanta esistono?

Oltre ai Fanta più canonici, quindi quelli relativi a calcio, basket, football, baseball, golf (questi ultimi tre meno popolari in Europa), ne esistono tantissimi ancora poco conosciuti. Uno a metà strada è il Fantaciclismo, che in realtà conta già numerosi proseliti: un FantaDS sceglie ogni anno un certo numero di corridori professionisti da schierare di volta in volta nelle varie competizioni del calendario UCI.

I miei preferiti però sono quelli un po’ grezzi, direi quasi caserecci, che ti danno la sensazione di stare in famiglia. Mi vengono in mente due esempi su tutti: il Fanta-Sci di fondo organizzato solo per le grandi occasioni (Olimpiadi e Mondiali, quindi quest’anno non ci sarà) dai Fondisti senza gloria di Instagram e il Fanta-F1 che prepara privatamente un mio amico utilizzando solo fogli excel.
Nel primo caso si tratta di selezionare 12 atleti (6 uomini e 6 donne) con al massimo 4 per ogni nazione. I punteggi vengono assegnati esattamente come avviene in Coppa del Mondo, con l’eccezione delle staffette dove il punteggio viene diviso per il numero di staffettisti (4 nella gara distance e 2 nella team sprint). Inoltre, ogni fantallenatore ha la possibilità di scegliere una gara bonus per gli uomini e una per le donne dove il punteggio raddoppia.

Il secondo gioco, invece, ti riporta un po’ indietro nel tempo, perché, grazie a questo ragazzo, una decina di amici si sfidano nei weekend di gara schierando tre piloti di cui un capitano che prende il doppio dei punti. Siamo gli unici al mondo a poter partecipare, qualcosa di incredibile se pensiamo al mondo iperconnesso in cui viviamo. La bellezza sta nel fatto che possiamo aiutare a migliorare il sistema continuamente con consigli e nuove idee e, chissà, magari potrà affermarsi un giorno tra i Fanta-campionati più giocati.

Articolo scritto da Luca Dalla Marta

Al Liceo era un grande appassionato di sport, ma vedendo che il professionista proprio non riusciva a farlo, si è buttato sulla scrittura. Gli piace raccontare lo Sport immerso nella Storia, uno Sport nobile e lontano dalle chiacchiere da bar (anche se queste, lo ricorda sempre, sono il motore del professionismo).

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