Il mondiale di MotoGP 2024 si chiude a Barcellona anziché come di consueto a Valencia, a causa della tragedia dell’alluvione che ha colpito la città. Un mondiale emozionante con la battaglia continua tra gli stessi due protagonisti dell’anno scorso, però in un anno molte cose sono cambiate, anzi sono state rimescolate.
Le undici vittorie in stagione di Pecco
Pecco Bagnaia, il Campione in carica da due anni consecutivi, anche questa volta si è dimostrato tale con il record di undici vittorie in stagione sulle ventidue gare totali, di cui due cancellate dopo i problemi avuti in Argentina e India. Tra le vittorie più belle sicuramente rientrano Barcellona, Mugello, Sachsenring, Motegi e Malesia. Sarebbe difficile sceglierne una sola, in realtà è difficile sceglierne anche solo alcune ma con logica emotiva e tecnica sicuramente queste sono state quelle più significative. A Barcellona Bagnaia ha vinto la gara lunga con un sorpasso strepitoso proprio in curva 5 dove il sabato era caduto durante la sprint che stava comandando, in più sullo stesso tracciato dove l’anno prima aveva rischiato la vita a seguito di un bruttissimo incidente allo start, venendo investito da gli altri del gruppo che lo seguivano. Simbolo di paura che non vince sulla resilienza.

Il Mugello 2024 è stato il terzo trionfo consecutivo di Pecco nella pista più amata dallo stesso pilota, pista dove dal 2023 lo show di Nuvola Rossa è accompagnato da quello messo in atto dal fanclub, iconico il tavolino apparecchiato con hot dog post gara sotto la tribuna, usanza spopolata al Gran Premio della Malesia del 2022 dopo una grande vittoria per il pilota di Chivasso, che ritornato ai box chiese per festeggiare un hot dog. Quest’anno invece lo show è stato rumoroso in tutti i sensi, con un casco speciale stile Kiss, i quali con un video di Gene Simmons hanno fatto il tifo, e una scenetta con travestimento dalla celebre band con slogan “Rock ‘n roll all nite”.
Lo Sachsenring quest’anno ha marcato la duecentesima gara di Pecco Bagnaia, oltre la torta celebrativa il tre volte Campione del mondo ha festeggiato anche il primo posto superando Stoner come pilota più vincente per il team Ducati, a seguito di un errore a due giri dalla fine del suo rivale Jorge Martin, che aveva vinto il Sabato la sprint, riprendendosi così il comando del mondiale. Una festa da ricordare. Motegi è stata il ritorno per Pecco, che dopo due mesi senza primo posto sul circuito Giapponese ha ritrovato la vittoria, prima alla sprint del Sabato e poi alla gara lunga della Domenica, per tutta la durata dei ventiquattro giri. Arrendersi mai, ancora una volta.
Malesia invece è stata la gara masterclass della stagione, con assoluto dominio del pilota Ducati ufficiale, quando ormai molti davano per scontata la vittoria matematica dell’altro grande contendente al titolo. Bagnaia risponde prima alla pressione, con una pole position e poi alla matematica, con una vittoria in gara lunga la Domenica, dopo la caduta in sprint del giorno prima che sembrava aver ormai chiuso ufficialmente i conti.
Il chirurgico mondiale di Jorge Martin
Se Pecco Bagnaia in questo mondiale è stato il Campione del mondo in carica da due anni consecutivi, Jorge Martin è stato il contendente in carica da altrettanto tempo, un talento che già l’anno scorso appunto aveva dimostrato di cosa fosse capace. Quest’anno però Martinator ha fatto quello step in più che risulta un asso nella manica nel motorsport, il suo atteggiamento in pista è diventato molto più paziente e calcolatore, tratteggiando ogni traiettoria sul limite del rischio con abilità da chirurgo. Ciò che ha portato Jorge a Barcellona con la matematica un po’ più a suo favore, a differenza dell’anno scorso, infatti è stato proprio questo.

A Barcellona nonostante sia are con tre vittorie contro le dieci di Bagnaia in gara lunga, Jorge Martin ha sbagliato molto di meno, facendo solo quattro DNF contro gli otto del Campione in carica. Inoltre Martin ha sfruttato molto a suo favore le sprint races, che si sono rivelate il suo cavallo di battaglia già da quando il format è entrato in vigore nel 2023 e quest’anno più che mai. Infatti lo spagnolo ne ha vinte ben sette di sprint: Francia, dove ha fatto doppietta con la gara lunga partendo in entrambe le occasioni in pole position, Spagna, San Marino, Qatar, Germania, Australia e Malesia, mentre in gara lunga è arrivato secondo nove volte contro le due di Bagnaia.
Tra le gare più belle di Martinator rientra proprio Sepang, dove i contendenti in questione hanno regalato uno spettacolo di bellezza assoluta, con la prima partenza che vede i due sfiorarsi alla staccata ma in maniera del tutto pulita, al secondo start dopo un incidente da bandiera rossa, per fortuna finito bene, i due si sono poi scambiati continuamente posizione nei primi giri. Lo spagnolo e l’italiano hanno danzato tra le curve con l’adrenalina a mille e quel pizzico di ansia per i tifosi, da sottolineare lo stile sportivo e rispettoso senza manovre sporche, ciò che rende tutto più magico facendoti comprendere quanto lo sport abbia da regalare in termini di show e passione, ma soprattutto da insegnare nella vita.
L’ evoluzione psicologica di Martin gli ha così permesso di arrivare con ventiquattro punti di vantaggio all’ultimo round dell’anno, con la possibilità di chiudere il mondiale matematicamente già il Sabato con la sprint race, ottenendo tre punti in più rispetto a Bagnaia. Il weekend spagnolo concede trentasette punti totali con le due gare.
Barcellona: The final countdown
Nel weekend decisivo la matematica fa partire Martin in una situazione più privilegiata, Bagnaia invece non può essere troppo cauto. Dopo le FP2 in cui mette a segno il primo tempo, rimescola tutte le certezze in tavola e fa addirittura pole nonostante i diversi piloti che lo seguono attaccati sperando di ricavare un buon tempo dalle sue traiettorie, Martin parte dalla quarta casella.
Allo start della sprint Bagnaia è partito molto bene, Jorge battaglia un po’ ma finendo dietro Pecco, in terza posizione però c’è un grandioso Enea Bastianini che insieme a Marc Marquez si contende il terzo posto del mondiale, lo show quindi è doppio. Il compagno di squadra del Campione in carica pressa tutto il tempo lo spagnolo per potergli sottrarre punti, Martin allunga leggermente ma viene superato proprio agli ultimi giri, “accontentandosi” strategicamente e intelligentemente del terzo gradino del podio.
Il distacco si accorcia a diciannove punti e l’italiano ancora una volta decide che non è ancora finita finché non è finita, come lui stesso dice. In gara lunga Jorge può arrivare nono o quattordicesimo se Pecco dovesse rispettivamente vincere o arrivare secondo, fare peggio è uno scenario non auspicabile tenendo conto della bravura dello spagnolo, ma come ci insegna il motorsport, non impossibile vista la sua imprevedibilità.
Finalmente arriva il duello dei duelli, l’ultimo della stagione 2024, quello in cui i conti non possono più essere rimandati e le somme vanno tirate per forza, il duello decisivo. Pecco per tutto il weekend ha ammesso di voler chiudere in ogni caso da Campione qual è, portando a casa la vittoria anche in gara lunga. Martin dall’altro lato deve fare i conti con la pressione di non dover sbagliare, di dimostrare che adesso è davvero pronto per diventare Campione del mondo, perché questo mondiale, questa volta soltanto lui può perderlo.
Scatta il verde sul circuito della Catalunya, partenza avvincente con Bagnaia in testa, Martin battaglia leggermente con Marc Marquez il quale si prende la seconda posizione, dopo una breve bagarre con Bastianini in quarta posizione si trova un Aleix Espargaró agguerrito più che mai per il suo ultimo weekend della carriera, a casa sua. La gara procede abbastanza bilanciata, Marquez avvicina Bagnaia più volte ma non lo prende, Martin si stabilizza sull’ultimo gradino del podio che gli basta e avanza per portare a casa ufficialmente il numero 1. Espargaró torna a battagliare questa volta con Alex Marquez difendendo magistralmente la sua posizione e quella del suo amico fraterno davanti.

Bagnaia taglia il traguardo con un distacco di 1.3 secondi da Marc Marquez dominando per tutta la gara, mentre poco più indietro c’è Jorge Martin che passa sul traguardo ufficialmente da Campione del mondo per la prima volta in Motogp e altrettanto per un team clienti.
Due talenti mostruosi che ci hanno regalato una stagione pazzesca, fatta di sano sport e competitività ai massimi livelli, un duello che mancava da tanto e una rivalità che ha consolidato il rapporto tra i due giovani cresciuti insieme durante le tappe delle loro carriere, ma anche sportivamente, permettendo all’ altro di riconoscere il proprio limite e come sfruttarlo al meglio. Anche questa è stata una vittoria, soprattutto dopo un’ostilità derivante dal mondiale dell’anno scorso.
Due campioni divisi nel mondiale da soli dieci punti di differenza, intervallo che riassume la bellezza di questo sport. Fino alla fine non è stato “testa o croce”, ma un testa e croce, perché i due piloti sono stati sempre facce non opposte bensì indispensabili della stessa medaglia, quella del campione. Da un lato la maniacale precisione al limite di Martin e dall’altra la grande ambizione e tenacia di Bagnaia con ben undici vittorie in un’unica stagione.

