Chi ha una forte passione potrà capirmi: quando chiama, è parecchio difficile rinunciarvi. È per questo che, circa un mesetto fa, trovandomi a Firenze per sostenere un esame universitario, ho potuto avvicinarmi a una disciplina del mio mondo (l’equitazione) che non avevo ancora avuto il piacere di guardare dal vivo: il polo.
La manifestazione
Precisamente la sera del 12 giugno, io e altri curiosi ci siamo potuti godere, all’ombra della meravigliosa Basilica di Santa Croce (in pieno centro fiorentino), la “Firenze Polo Tribute”, una divertentissima amichevole tra due eccezionali squadre nazionali: Francia e Italia. L’evento è stato organizzato in occasione di Pitti Immagine Uomo (una importantissima vetrina internazionale di moda maschile), in collaborazione con lo U.S. Polo Assn., che ha fornito speciali outfit ai giocatori, e la FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), che si occupa di gestire la disciplina in Italia.
Si è trattato di un evento letteralmente unico al mondo: i due team hanno dato spettacolo in un match all’interno di un campo limitato, con tre atleti anziché i classici quattro. Il sabbione è stato gentilmente offerto dagli amici del mitico Calcio Fiorentino; alcuni dei loro veterani hanno allietato il pubblico con una breve ma intensa esibizione, in preparazione alla finale, svoltasi poi il 15 giugno e che ha visto la vittoria dei Rossi contro gli Azzurri per 8 a 7. Evento comunque molto sentito in quanto giocato a favore di due associazioni: “Pallium”, che si occupa di fornire assistenza ai malati oncologici, alle persone affette da malattie neurodegenerative e agli anziani; e “Trisomia 21”, un’ente di promozione sociale composto da persone con sindrome di Down a Firenze e dintorni.
Il Team Italia, Campione d’Europa nel 2021, era sotto la guida di coach Franco Piazza e capitanato da Stefano Giansanti, con Giordano Flavio Magini e Camilla Rossi.

La squadra francese, con coach Matthieu Delfosse, era formata da Pearl Venot, Côme Dubois e Jules Legoubin. Sono stati messi a disposizione diversi cavalli per i cavalieri, che hanno infatti cambiato “compagno” ogni 5 minuti per un totale di quattro fasi, aumentando così la spettacolarità dovendosi velocemente adattare al nuovo destriero in appena due minuti di “cambio campo” e per permettere agli animali di non affaticarsi eccessivamente, pur essendo anche loro veri e propri atleti.
La partita è stata molto sentita, grazie anche al brillante coinvolgimento della telecronaca, e combattutissima fino alla fine, con una splendida rimonta della Nazionale azzurra, che però è dovuta soccombere ai fortissimi colleghi francesi, concludendo con un ottimo 8 a 6.
Il polo: storia e regolamento della disciplina
Andiamo dunque ora ad approfondire un po’ la storia e le regole del Polo.
Si tratta di uno sport equestre che si svolge tra due squadre di quattro cavalieri che, con una mazza di un metro e 30, cercano di fare goal nella porta avversaria con una palla di circa 120-135 grammi.
Il campo, solitamente in erba, è enorme: 275 metri di lunghezza per 180 di larghezza; le porte misurano 7,3 metri ciascuna. Capite bene quanto siano stati formidabili i ragazzi e i cavalli delle due Nazionali a Firenze, che, per chi non lo sapesse, non prevede assolutamente uno spazio del genere in pieno centro storico! Si sono infatti perfettamente adattati al terreno a disposizione in Santa Croce e hanno dimostrato una grande maestria nel loro mestiere.
Le regole del gioco cercano il più possibile di mantenere un’alta velocità ma evitando collisioni: è infatti vietato tagliare la strada al cavaliere in possesso palla, quest’ultima viene sempre colpita con il braccio destro e la marcatura dell’avversario è consentita solo spalla contro spalla.

Le partite durano circa 6 chukker (tempi di gioco; il numero può variare, ma comunque non più di 8), da sette minuti ciascuno, con intervalli di tre, durante i quali si cambiano i cavalli. In caso di pareggio, sarà effettuato un ulteriore chukker supplementare.
È uno sport con origini antichissime e venne importato in Inghilterra nel XIX secolo, diffondendosi poi a macchia d’olio nel continente americano, specialmente in Argentina (da dove arriva la migliore razza per questo sport).
Sono previsti due giudici a cavallo e un ulteriore arbitro fuori dal campo, in posizione centrale. Tutte le loro decisioni sono assolutamente inappellabili. Gli arbitri possono assegnare punizioni e rigori, come ben siamo abituati a sentire nel più noto calcio moderno.
Ciascun giocatore viene classificato con un punteggio, detto handicap, e la loro somma costituisce il punteggio della squadra.
Inoltre, all’interno del regolamento della FISE, uno dei punti fondamentali è il benessere degli animali, a sottolineare il profondo rispetto riservato a questi “colleghi” quadrupedi, vero cuore pulsante di tutte le discipline dell’equitazione.
Riassumere le regole di un gioco tanto complesso in poche righe, sarebbe un’utopia. Spero di avervi trasmesso curiosità verso questi atleti e che, come me, abbiate voglia di vederli, tifando anche per questa nostra (ulteriore) splendida Nazionale.
Devo ancora una volta ringraziare la città di Firenze (dove ho avuto l’enorme fortuna di abitare), per avermi permesso di dare un’occhiata a questo mondo parallelo al mio.
- Link ad altre storie di cavalli: https://www.natisportivi.it/il-cavallino-rampante-piu-famoso-del-mondo/
- Link esterni: https://www.cavallomagazine.it/sport-equestri/polo/polo-allombra-di-santa-croce
- https://www.fise.it/piemonte/it/home/discipline/polo/regolamenti-polo/regolamenti-regionali
- polo/289-regolamento-internazionale-di-polo/file.html

