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Atleti digitali: l’ascesa degli eSports

Dai margini al mainstream: come i “Nerd” stanno ridefinendo l’atletismo moderno

Il mondo del XXI secolo è in continuo divenire: intelligenza artificiale, nuovi alimenti, nuove tecnologie, nuovi mestieri; il confine sta sempre più diventando solo la nostra immaginazione. In questo combinato di elementi, gli eSports (Electronic Sports) diventano via via più popolari e i cosiddetti “nerd” hanno guadagnato una tale importanza da essere ormai (giustamente) considerati degli atleti professionisti.

Una breve storia degli e-Sports

Innanzitutto, quando e dove nascono gli eSports?

La prima competizione risale al 1972, quando, all’Università di Stanford (California), gli studenti poterono prendere parte alle “Olimpiadi Intergalattiche di Spacewar”. Con l’avvento delle consolle casalinghe, si svilupparono dei veri campionati e, dagli anni 2000, hanno avuto una crescita esponenziale di giocatori e spettatori e, di conseguenza, un aumento anche monetario. Nel 2020, infatti, si è parlato di un giro di affari superiore al miliardo di dollari.

Esistono vari generi di giochi, ma il maggior successo lo riscuotono i Moba (Multiplayer Online Battle Arena) e i First-Person Shooter.

Il “Pro Player” è il giocatore professionista: spesso ragazzi giovani, diventati veri campioni, guadagnando cifre esorbitanti e convertendosi a super star del settore. Passano molte ore ad allenarsi, esattamente come qualunque altro atleta, ed essendo sottoposti a un notevole stress psicologico, sono seguiti da un coach e un mental coach, oltre che da figure che li aiutano a prepararsi al meglio (per esempio, analizzando le tattiche migliori per vincere).

In Italia, il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), nel 2020, li ha riconosciuti come disciplina sportiva e, a livello nazionale, la federazione di rappresentanza è la FIDE (Federazione Italiana Discipline Elettroniche); sebbene, in realtà, è un settore che ha ancora molto da imparare da veterani come Cina, Giappone o Corea.

Le competizioni principali

Gli eSports sono, come abbiamo detto, un’industria ancora piuttosto giovane, ma sicuramente in forte crescita, con un pubblico sempre più folto e un’attenzione mediatica sempre maggiore.

Le top 5 competizioni a livello globale si possono così riassumere:

  1. La Valve Corporation (un’azienda statunitense che si occupa di sviluppo di videogiochi) organizza una serie di tornei divisi tra “Major”, con un montepremi di almeno 500.000 dollari, e “Minor”, con circa 150.000 dollari di vincite.
  2. Il “DOTA 2 Asia Championship” nasce nel 2015 a Shanghai ed è organizzato da un canale streaming cinese chiamato “Mars Live”, in collaborazione con “Perfect World”, una holding che si occupa di produzioni cinematografiche, letterali, videoludiche, televisive e di animazione.
  3. Il “Fortnite Fall Skirmish Series” è il torneo ufficiale del gioco di Fortnite, nonché il primo per numero di giocatori: 5 club da 100 partecipanti si sfidano con varie modalità che cambiano a ogni appuntamento.
  4. Il “League of Legends World Championship” è uno tra i tornei più remunerativi al mondo, con ben 5 milioni di dollari in montepremi per i primi classificati dell’edizione 2016. Ruota annualmente di luogo e città, girando gli USA, la Cina, l’Europa e il Sud Est asiatico.
  5. Il torneo professionistico per eccellenza è chiamato “The International”, evento conclusivo dei tornei di DOTA Pro Circuit. Conta decine di Paesi partecipanti e nelle edizioni tra il 2014 e il 2018, ha fatto guadagnare agli atleti ben 100 milioni di dollari.

Dota_Pro_Circuit_logo

Lati oscuri e problematiche degli e-Sports

Non è, però, tutto rose e fiori come sembra: con l’avvento di una nuova disciplina, crescono anche altri interessi per attività meno “nobili”, come le scommesse e il doping.

Sebbene non sia presente uno sforzo fisico classico, come per il calcio o la corsa o il basket, i pro-player necessitano di un livello di concentrazione e di riflessi incredibile. Per questo, si hanno già notizie di atleti professionisti dopati; celebre il “caso Friesen”: il pro-player canadese Kory Friesen, nel 2015, ha ammesso di aver fatto uso di uno stimolatore cognitivo prima di un’importante partita.

Kory Friesen
Kory Friesen

Per quando riguarda, invece, le scommesse, consapevoli della potenzialità di questo nuovo business, operatori come Snai, Eurobet ecc, si sono organizzati e propongono varie soluzioni, a cui si accodano, ovviamente, anche scommesse clandestine, che potrebbero portare alla manipolazione delle competizioni.

Sebbene, in passato, chi giocava ai videogiochi era considerato un emarginato, oggi ha diritto a un palcoscenico sempre più in grande.

Vedremo nel corso degli anni come si evolverà questo mondo, anche grazie a nuovi strumenti come il VR e la IA. Nel frattempo, attendiamo le competizioni del 2024, dopo che il 2023 ha fatto segnare numeri da record.

Maggiori info: https://multiplayer.it/articoli/esports-top5-tornei-piu-importanti.html

Articolo scritto da Cristina Castagnola

Appassionata di equitazione, fotografia e tanto amore per qualunque sport. Tutto ciò che riguarda l’arte, in ogni forma, occupa un posto importante nel mio cuore.
Laureata in lingue in triennale e in comunicazione in magistrale (work in progress).
Nessuna paura di faticare, in Liguria siamo abituati a lottare anche contro la nostra stessa terra.

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