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Paolo Rossi, Campione d’Italia

La Braccia alzate al cielo, la Corsa verso la gente, i pugni chiusi, il sorriso entusiasta.

Lo ricordiamo tutti così

Ricordiamo il Campione che è entrato nel cuore di una Nazione intera in una calda estate dei primi anni ’80, per non uscirci più.

Per restarci. Per Sempre.

Ricordiamo Paolo Rossi, attaccante di tutti e di nessuno, Campione d’Italia.

E chi è Campione d’Italia porta con vanto lo scudetto, quello tricolore, su ogni campo, fiero della sua vittoria, del suo traguardo. Perché se dovessimo descrivere Pablito lo faremmo con indosso la maglia della Nazionale e non con quella della del Lanerossi Vicenza o della Juventus.

La Maglia Azzurra, e lì il tricolore c’è sempre.

Sono pochi, pochissimi ad avere questo privilegio.

Perché di questo stiamo parlando, di un privilegio.

Lui, Baggio, Schillaci, sono concentrato di emozione, unione, passione e magia.

L’emozione di un gol e l’unione di un paese sempre diviso, la passione che non si identifica con un campanile ma con l’azzurro, la magia di un’estate da celebrare e non dimenticare.

Fino a quando qualcuno ce la racconterà come una delle estati più entusiasmanti di sempre, quella che lanciò il calcio italiano in orbita nella quale restò per altri vent’anni, fino a quando sarà vivo il ricordo di un ragazzo sorridente e determinato che insieme ai suoi compagni mise in cima al mondo il paese più bello del mondo.

Fino a quando accadrà tutto questo, Paolo Pablito Rossi continuerà ad avere le braccia alzate, i pugni chiusi e ci ricorderà quanto è bello sentirsi italiani.

Articolo scritto da Matteo Schiavone

Maturità scientifica, centrocampista non sufficientemente abile per fare il professionista con continuità, laureato in Scienze Motorie e specializzato in Management dello sport, Allenatore di Calcio e Calcio a 5 (Futsal ci piace di più) dal 2007, appassionato di Storia, Musica e Cinema con scarse attitudini allo studio ma spiccate inclinazioni alla curiosità.

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