Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo del direttore di Contrasti, Andrea Antonioli, sullo stucchevole processo comunicativo, e pseudo educativo, ormai in atto da qualche tempo.

Una farsa che svolge la sua funzione al fine di tutelare ogni forma vivente sulla terra ma che in conclusione non fa altro che difendere i diritti di alcuni a discapito di altri.

Senza stupore, devo ammettere lo sono spesso, sono d’accordo con Lui nel merito e nell’espressione, dal cuore e dallo spirito.

Nati Sportivi è contro la squalifica di Cristante e le scuse di Vardy, il Black Lives Matter come espressione pura dell’oppressione sociale, l’esclusione della marcia alle Olimpiadi perché offensiva verso le donne, i processi mediatici e superficiali contro chi deve argomentare la propria lingua o frasi sottovoce, i movimenti sotterranei di chi genera il pensiero unico, in un mondo che attraverso la telecamera si arroga il diritto di sapere e non interpretare, che pensa di conoscere attraverso una lente e non vede oltre se stesso.

Nati Sportivi è contro il giustizialismo social servo di un’idea di rispetto che contemporaneamente non rispetta.

Dopo questo manifesto una piccola e sintetica presentazione di alcuni fatti:

La Roma è in vantaggio 3-0 con una prova esaltante e dominante, il difensore romanista con un errore grossolano rimette in gioco l’avversario e sbotta in un’esclamazione spontanea di dissenso blasfema.

Il 99% dei tifosi romanisti in quel preciso istante in cui viene ripreso il giocatore hanno espresso lo stesso identico sentimento, probabilmente con egual vocabolario.

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È poco educato? Si. È punibile? No.

Perché segna la linea delle responsabilità oltre l’educazione, pone il giocatore in una dimensione che oggi lo vede festeggiare guardando la telecamera e non con i suoi compagni, che lo giudica per un’esclamazione, che lo inserisce nel virtuale e non nel reale.

Ma i giocatori sono esempi, direte voi.

Sono uomini. Con reazioni tangibili ed errori più esposti.

Si devono assumere la responsabilità di un ruolo importante, un ruolo comunicativo ma non educativo, e che non possono sovrapporsi al maestro di scuola o al genitore.

Jamie Vardy, giocatore del Leicester e non proprio il Principe William, segna, sbotta, spacca e urla.

vardy bandierina

Segna contro odiati rivali all’ultimo secondo e rompe una bandierina mentre esulta.

Sbaglia.

Perché una bandierina non si rompe a prescindere. Stop.

L’arcobaleno sventolante sopra di lei (come se alcuni movimenti non possano essere criticati) si pone come vessillo imperiale al quale ci si deve inchinare e chiedere permesso.

Se queste sono le azioni che servono per rivendicare diritti siamo anni luce dal riuscirci in modo culturale, in modo sostanziale, in modo differente.

Perché se si agita una bandiera, si difende una posizione, si creano pareri e convinzioni che segnano una distanza da chi vuoi convincere che la tua idea sia quella giusta.

Si genera il tifo.

E questa condotta è antitetica alla costruzione di una cultura che accolga e che sia alla base del rispetto, è il filone che semplicemente vede me contro di te sul piano dei diritti, quelli che dovrebbero essere proprio senza bandiere.

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Dulcis in fundo le Olimpiadi.

olimpiadi marcia 50 km
Articolo di TGCOM

I Giochi Olimpici si stanno trasformando da festa dello Sport in un Festival carnivalesco senza alcun rispetto di chi lo sport lo fa veramente.

Entrano nel programma olimpico, ripeto nel programma olimpico, lo skateboard e la breakdance considerati sport urbani e discipline al passo con i tempi.

Dal prossimo congresso c’è da aspettarsi che il calcio sarà sostituito da FIFA 2032 e il ciclismo su pista dalla prova da sforzo su cicloergometro.

Escono dal programma moderno karate, baseball/softball, la 50km di marcia perché non inclusiva per le donne.

Quindi per aiutare la loro partecipazione lasciamo a casa gli uomini.

La parità di genere si sviluppa a favore e non a discapito, facendo una analisi del presente per il futuro e non tracciandolo per scelta di pochi.

Ma il Futuro a quanto pare ci riserverà altre sorprese, per una volta speriamo non abbiano troppi colori.

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