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Educare per Sport, Muoversi per Sbaglio

Correre, Saltare, Lanciare, Afferrare. Lo schema motorio di base di un individuo si forma nella fascia sensibile tra i 6 e 10 anni.

Tra i 6 e 10 anni i bambini frequentano le Scuole Elementari.

Nelle nostre Scuole Elementari esiste il Maestro Unico (massimo due) che sovraintendono alla formazione di tutte le materie, anche dell’educazione motoria.

All’interno della formazione delle insegnanti non credo esistano ore dedicate alla metodologia dell’educazione motoria nell’egual misura di altre materie.

Quindi problemi sono tre.

Il primo, l’educazione motoria non è una materia, perché correremo prima di imparare le tabelline, salteremo dal letto cercando di ucciderci e uccidere i nostri genitori d’infarto prima di imparare Pascoli o Leopardi, lanceremo oggetti, cose, palloni, sorelle e ghiaia prima di capire che se la cultura radical chic si fosse fatta gli affari propri probabilmente oggi ci sarebbero meno obesi, afferreremo con praticità prima di scoprire che quel signore in foto incorniciato nell’aula della direttrice non è il nonno, ma il Presidente della Repubblica.

Il secondo, le offerte formative (vi prego ridatemi le semplici ma efficaci “ore di lezione”) non prevedono la presenza di ore dedicate e specifiche per la motricità, per le esperienze motorie ed una programmazione che solleciti le abilità e le capacità motorie. Tutti sappiamo che è necessario far svolgere attività motoria ai nostri figli ma demandiamo al servizio privato questa responsabilità.

Immaginate che a Scuola i vostri figli non svolgano nessun programma di storia, quale sarebbe la vostra reazione? Lettere di spiegazioni, messaggi sul gruppo di WhatsApp, sit-in con striscioni e bombe a mano, e di certo non affidereste a qualche saggio istruttore laureato nel pomeriggio le migliori recensioni su Rivoluzione Francese o Unità d’Italia.

Il terzo, gli insegnanti che oggi sono responsabili della prima istruzione non vengono formati con le giuste nozioni che gli permettano di considerare questo ambito fondamentale, l’educazione motoria, tanto quanto la capacità di lettura, l’interazione orale, le conoscenze matematiche. Quindi per decenni abbiamo affidato l’insegnamento nella fascia sensibile a educatori preparatissimi ma che di educazione motoria non sapevano nulla. Quale è stato l’effetto? Considerare il tutto come secondario, non fondamentale, un gioco che può essere fatto dopo la scuola, un gioco che deve essere fatto dopo la scuola.

Inverosimilmente abbiamo inserito come obbligo per i successivi otto anni curriculari l’educazione fisica con due ore settimanali, un professore di ruolo ed in fasce d’età nella quali schema corporeo e motorio sono quasi completamente fissati. Il tutto contrario di tutto.

Se la civiltà passa attraverso la cultura, o meglio ancora, attraverso quanto un paese spende in cultura e come mette i propri cittadini nelle migliori condizioni per fruirne, invertire la rotta sulla conoscenza, fruizione, partecipazione, formazione delle attività motorie ci renderebbe molto più civili.

Continueremmo a sentirci allenatori ogni domenica, olimpionici ogni quattro anni, italiani a singhiozzo con il bandierone sul balcone ma aumenteremmo la sensibilità verso una tematica che oggi ci appare secondaria ma che come dice la scuola stessa è assolutamente ed indiscutibilmente primaria.

Articolo scritto da Matteo Schiavone

Maturità scientifica, centrocampista non sufficientemente abile per fare il professionista con continuità, laureato in Scienze Motorie e specializzato in Management dello sport, Allenatore di Calcio e Calcio a 5 (Futsal ci piace di più) dal 2007, appassionato di Storia, Musica e Cinema con scarse attitudini allo studio ma spiccate inclinazioni alla curiosità.

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  1. La prima cosa che mi viene da dirti è: bravo!!!
    Principalmente per il tipo di argomento scelto (dimenticato da tanti e spesso considerato di secondaria importanza) e poi per come lo hai espresso…
    In quanto laureato in scienze motorie come te, mi permetto di aggiungere un concetto a mio avviso strettamente legato a quanto già detto nel tuo articolo: LA SALUTE
    Lo sport, l’attivita Motoria, l’educazione fisica, oppure come dicono tutti, la ginnastica è SALUTE….
    Da insegnante precario di scienze motorie nella scuola secondaria e preparatore atletico in società di calcio, troppo spesso vedo bambini, ragazzi, adolescenti (di entrambi i sessi) poco coordinati, incapaci di poter svolgere correttamente i movimenti richiesti, ma soprattutto in sovrappeso e/o con problemi respiratori!!!!
    Questo argomento se analizzato adesso, può sembrare di minima importanza (perché tanto sono ragazzi e vista la loro età riescono a sopportare bene qualsiasi piccolo problemino), ma alla lunga si incorre in problemi cardiocircolatori, problemi Osteoarticolari etc, insomma diventa un guaio per la salute su larga scala e poi un costo elevato per le famiglie e per lo stato.
    Quindi volevo fare a te (ipotizzando chiaramente gia’ la tua risposta), ma più in generale a tutti una domanda:

    Più utile risparmiare ADESSO sugli insegnanti nelle scuole primarie, mantenendo il maestro unico e affidandogli un insegnamento di una materia a lui poco nota, oppure affidare la salute dei nostri figli a professionisti competenti e laureati, certo con una spesa attuale maggiore ma con un enorme risparmio su spese mediche tra qualche anno??

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